| Storia ed etimologia |
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![]() La storia di Acquappesa affonda le radici nella letteratura ellenistica. Nasce come entità urbana tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 con il nome di "Casaletto o Casalicchio" dove "Casaletto" (attuale agglomerato urbano del capoluogo edificato ed abitato, appunto, tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700) era uno dei tanti piccoli villaggi sparsi dei centri abitati della Calabria Citeriore detti casali, mentre "Casalicchio" era da individuarsi nell'attuale Marina cominciata a sorgere tra il primo o secondo decennio del 1700. Entrambi sorsero su un territorio probabilmente compreso, molti secoli prima, nel circondario di Cetraro, ma mai dipeso da questo. Difatti, la parte terminale, a sud di Cetraro, di detto territorio era stata donata dal Principe Guaimaro IV^ alla figlia Sikelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, come dote di nozze, avvenute, queste, tra il 1050 ed il 1060. (Abito D'epoca)
Sull'etimologia del nome di questo comune, purtroppo, vi è molta controversia, tant'è che nei registri della Parrocchia S. Maria del Rifugio, risalenti alla fine del 1600, la denominazione del luogo viene indicata in forme perse, quali: "acquae-appense", "aque-apenses", "aquae appensae" ed infine "Acquappesa".Secondo una derivazione etimologica desunta dal prof. Carrozzino, si deve ritenere che il toponimo è caratteristico di un sito noto nell'antichità per avere nel proprio ambito acque di tipo particolare, meritevoli di essere segnalate, in riferimento, probabilmente, alle acque sulfuree, le cui sorgenti, una denominata acqua fetida, è sita tra Acquappesa e la frazione Intavolata; le altre alimentano il Fiume "Bagni".
Furono fiorenti nel passato l'allevamento del baco da seta, la pesca del pesce azzurro e la relativa salagione nei vasettti di terra cotta, con vendita in tutte le zone limitrofe. Noto era anche l'artigianato locale, come la costruzione di mobili e arredi artigianali e la costruzione di barche, tant'è che un maestro d’ascia di cognome Zottolo, antenato di alcuni costruttori di natanti, ottenne dal governo borbonico, la licenza di costruzione di natanti fino a 350 tonnellate. Attualmente il maggior polo di attività economica di Acquappesa è costituito dalle Terme Luigiane(Turismo Termale) e dal turismo Balneare, attività, queste, che, di fatto, rappresentano la fonte di reddito del comune, oltre alla produzione agricola delle frazioni collinari.
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